Approfondimento · 28 agosto 2026

Perché «le ultime cinque» non dicono quasi niente

La forma calcolata sui risultati è quasi tutta rumore. Con i tiri in porta si vede la stessa cosa con un quinto dell'incertezza.

Apri qualunque sito di statistiche prima di una partita e trovi la stessa cosa: le ultime cinque, con le V e le P colorate. È il dato più citato del calcio, ed è anche uno dei meno informativi che esistano.

Il problema non è l’idea — la forma esiste, le squadre attraversano periodi migliori e peggiori. Il problema è contarla sui gol.

Cinque partite sono venticinque tiri, ma solo sette gol

Una squadra di prima divisione segna in media poco più di un gol e mezzo a partita. Su cinque partite fanno sette o otto gol: un campione talmente piccolo che la differenza fra una squadra in forma e una fortunata sparisce dentro il caso.

Un esempio che chiunque riconosce: una squadra crea tre occasioni nitide, le sbaglia tutte e perde 1-0 su una ripartenza. Nelle «ultime cinque» compare una P, esattamente come per chi è stato dominato per novanta minuti. Le due squadre hanno giocato partite opposte e il dato le tratta allo stesso modo.

I tiri in porta, nella stessa partita, sarebbero stati sei contro due. Quella differenza il gol non l’ha registrata, ma è successa.

Cinque volte più dati, un quinto dell’incertezza

Nella stessa partita si contano circa nove o dieci tiri in porta contro i due o tre gol. Su cinque partite si passa da sette o otto osservazioni a una cinquantina.

L’incertezza di una media scende con la radice quadrata del numero di osservazioni: cinque volte più dati vuol dire più o meno dimezzare l’errore. Non è una raffinatezza statistica, è la differenza fra un numero che significa qualcosa e uno che è quasi solo rumore.

È per questo che su questo sito la forma è calcolata sui tiri in porta e non sui risultati, e perché nelle schede partita la trovi scritta così.

La stessa idea, applicata alla stagione

Se il ragionamento vale su cinque partite, vale anche su trenta. Confrontando i gol che una squadra ha segnato con quelli che i suoi tiri in porta avrebbero fatto prevedere si ottiene il numero più utile che pubblichiamo: chi sta segnando più di quanto crea.

Le squadre molto sopra tendono a rientrare. Quelle molto sotto tendono a risalire. Non è una regola infallibile — un attaccante fuori scala può tenere una squadra sopra la media per una stagione intera — ma è la direzione in cui le cose si muovono più spesso di quanto non facciano il contrario.

E soprattutto: è un fatto misurato, non un’impressione. Lo trovi in fondo alla pagina di ogni campionato, nella colonna «segna vs crea».

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